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21 maggio Donna Lupa
Donna Lupa
I lupi sani e le donne sane hanno in comune alcune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta spirito giocoso e gran devozione. Lupi e donne sono affini per natura sono curiosi di sapere e possiedono gran forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano del loro piccoli, dei loro compagni del gruppo. Quando le donne riaffermano il loro rapporto con la natura selvaggia, vengono dotate di un osservatore interno permanente, di un conoscitore un visionario un creatore un inventore un oracolo un ispiratore e un ascoltatore che guida suggerisce e incita a una vita vibrante nel mondo interiore e nel mondo esterno, qualunque essa sia. Sono esperti dell’arte di adattarsi a circostanze. Lupa
17 maggio IncontaminatoIncontaminato.
La psicologia tende a dividere in due categorie. Debitori e creditori verso la vita. I debitori sono coloro che non reagiscono a stimoli esterni. I creditori – coloro che hanno reazioni aggressive in ogni situazione di disaggio. In uno schema che mi è stato proposto sono state presentate alcune situazioni nelle quali io non mi riconosco. Ho reagito con questa poesia
...scrutati, esaminati, analizzati alla fine classificati. Positivo negativo incavolato estasiato strafatto bloccato passivo combattivo Se non reagisci debitore ti manifesti? Se aggredisci creditore ti riveli? Del tutto perfettamente esplorato inquadrato e schedato ti guardi dentro fuori e domandi. Che cazzo vogliono da me! Sono innocente. Non voglio essere condannato perchè oso perché me stesso perché... incontaminato. 13 maggio La MadreLa madre
Mi alzai nuda dal mio sogno. Corsi senza fiato nel chiaro della luna sfiorando i prati. Silente ghiacciaio copriva le rocce. Dormivano una cima viola e argenteo gregge di pecore. Una campana suonava da lontano ...chi sei! ...cosa vuoi! ...dove vai! In quel sogno nero apparve, bianca, la madre. Il suo abbraccio caldo e persistente sento ancora. 10 maggio La neve neraLa neve nera
Passiva e disinteressata stavo seduta ad un banco. La maestra ci ordinò di eseguire un tema. “Cosa vedi dalla tua finestra”. Il mio grande pensiero fu un grande “booh!”. Tornata a casa mi misi davanti alla finestra della cucina e guardai: “Boh, non vedo niente. Sempre la stessa cosa di tutti giorni” Andai alla portafinestra del salotto che si trovava dalla parte opposta dell’appartamento: “Boh, non vedo niente. Sempre la stessa cosa di tutti giorni” Guardavo, contemplavo, meditavo, ma niente mi veniva alla mente. Avevo il vuoto assoluto. Non sapevo che cosa scrivere, non riuscivo ad escogitare proprio niente di niente… Il giorno dopo alla lezione non presentai alcun compito e nemmeno cercai di spiegare il perchè. Rimproverata dall’insegnante, stavo in piedi davanti agli alunni, con la testa bassa e le mani intrecciate. Pian piano alzai lo sguardo e, attraverso il velo delle lacrime, non vidi più i miei compagni, ma un silenzioso muro grigio e i loro occhi erano una smisurata quantità di piccole tonde finestre che mi fissavano con apprensione. Immobile, intrappolata nel chiuso dell’aula, mi sentivo schiacciata e incapace di agire. Avevo voglia di spalancare una finestra, aprire le braccia e volare, volare, volare… Al ritorno da scuola camminai lentamente e osservai a lungo il posto dove ero cresciuta. Con orrore constatai che la mia piccola esistenza era recintata dall’infinito grigio dei grattacieli che fino ad allora avevo scambiato per l’immensità del mare e i miei piedi affondavano nella neve umidiccia e fangosa che solo poche ore fa vedevo come una divertente melma sulla quale si poteva spensieratamente saltellare. Alti picchi, che una volta immaginavo come graziosi obelischi, apparivano ora fumanti camini che eruttavano nera fuliggine. Entrai nella gabbia dell’ascensore. Finalmente a casa mi accostai di nuovo alla portafinestra e la spalancai uscendo sul balcone. Accarezzando i vetri come se fossero preziosi mosaici, notai che la mia mano divenne nera… Osservai di nuovo tutto con grande attenzione. Nell’angolo dell’ampio cortile pavimentato con lastre, tra i box dei garage, sorgeva timidamente un misero albero di lillà. Il suo corpicino, che doveva essere ricoperto da un manto bianco dopo una lunga e fitta nevicata, si tingeva di nero… Alzai la testa. Il cielo era immenso, scuro. In quel fumo denso e scuro tutto spariva. Chiusi gli occhi. Sentii sul viso i morbidi, freschi fiocchi… Che bello! Guardai di nuovo il cortile, ma… il luogo dei miei innocenti giochi era immerso nel nero. Infastidita, serrai bene la finestra. Prima di tirare le tende, però, lanciai un ultimo sguardo allo spettrale panorama e vidi la neve. Vidi la neve nera della mia incolore e malinconica infanzia.
Come un veliero in balia del vento scivolo nell’aria libera e spensierata. Respiro inebriante leggerezza. Immagini scorrono come in un film lasciando dietro una scia di vibranti nostalgie... 05 maggio Mare - PREMIO SPECIALE 2007
La poesia ha partecipato al PREMIO DI POESIA
ed ha vinto il premio speciale.
Il MOTIVAZIONE DEL PREMIO
espresso dalla giuria.
Prezioso il lessico, tessuto come un merletto,
con sapiente accostamento di parole e di musica:
Un velo nuziale catturato dal vento, in volo sulla realtà.
Mare
Vanitoso veste l’organza donata dal sole indossa brillanti rubati alle stelle ammanta il velluto calato dal cielo. Con l’instancabile danza nel ritmo del vertiginoso vento abbaglia, seduce, travolge trascina negli spaventosi vortici dell’inquietudine. 04 maggio Vorrei guardarti dormireVorrei guardarti dormire…
Vorrei guardarti dormire entrare nei tuoi sogni per arrivare insieme alla tua più grande paura, rannicchiarmi accanto a te sussurrati una parola che ti difenda dalle ombre oscure, confortarti nella gelida notte e sfiorare il tuo respiro farlo entrare in me per poterlo scaldare… Guidarti mentre sali i gradini dell’arcobaleno per aiutarti a cambiare i colori dei tuoi sogni.
Vorrei guardarti dormire… 03 maggio PensieroPensiero
Spoglia la montagna dai merletti offuscati. Tocca il cielo. ...ogni roccia è un pensiero ... un abbaglio ogni riflesso. O, ruscello dai flutti bisbiglianti intona i più dolci canti. O, laghetto di nostalgie sommerse rifletti i ricordi più profondi. Sospira il vento i sensi avvolge, danza la mente incantata ...ogni passo è una magia. |
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